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COMUNICATO DEL 4 SETTEMBRE 2014

BLOCCO DEI CONTRATTI DEGLI STATALI ANCHE PER IL 2015

Ancora una volta la “bolletta Italia” viene fatta pagare ai “soliti noti”! E’ la prima istintiva reazione che proviamo nel leggere le dichiarazioni del Ministro Madia sulla questione blocco stipendiale per i lavoratori pubblici: “In questo momento di crisi le risorse per sbloccare i contratti a tutti non ci sono...ora prima di tutto guardiamo a chi ha più bisogno, quindi confermiamo gli 80 euro, che vanno anche ai lavoratori pubblici...”.

In conclusione gli stipendi dei lavoratori pubblici (contrattualizzati) resteranno bloccati anche per il 2015!

Poiché i contratti hanno iniziato ad essere bloccati all’inizio della crisi , che prosegue , non ci sono risorse da destin are ad aumenti per chi, comunque ha un posto di lavoro sicuro, ci vuole uno sforzo comune per la ripresa economica del Paese.

Non possiamo certo dire il contrario visto che il debito pubblico è schizzato alla quota di 2.168 miliardi di euro, la disoccupa zione è al 12,6%, il PIL è fermo e l’economia reale è entrata direttamente nel tunnel della deflazione (addio ripresa per il 2014).

Ma possiamo dire che questo Governo non ha modificato la politica dei suoi predecessori, quindi non h a colpito con decision e “i poteri forti” e le lobby potenti, non ha tagliato le vere spese inutili e clientelari, non ha fatto riforme veramente incisive ed utili alla ripresa economica.

Nonostante le promesse di innovazione la ricetta continua ad insistere sul taglio generali zzato delle spese fisse della P.A. in particolare su quelle relative al personale contrattualizzato (blocco stipendiale, riduzione dei fondi di incentivazione, diluizione nel tempo della “buonuscita”, eliminazione del trattenimento in servizio, mancato fin anziamento dei fondi pensione integrativi, ecc.).

In sostanza questa crisi persistente la debbono pagare solo i lavoratori pubblici contrattualizzati?

I costi crescenti quotidiani (a cominciare dalle tasse e dalle imposte aumentate costantemente dag li ultimi 3 Governi) pesano sui lavoratori pubblici in pari modo a tutti i cittadini (mica c’è stato il blocco delle bollette!) ed il bonus degli 80 euro è percepito da una esigua parte degli stessi visto il basso tetto d’imponibile richiesto.

E’ ora di d ire basta alla facile demagogia persecutoria contro i lavoratori pubblici avallando nell’opinione pubblica l’idea che l’Italia è in crisi a causa del loro costo salariale!

Non ci stiamo più a questa politica persecutoria e siamo fermamente determinati a richiedere una rivalutazione concreta del ruolo essenziale svolto dai lavoratori pubblici (non sono mica parassiti!) da parte del Governo in carica aprendo un confronto vero sul futuro del Paese.

Nei prossimi giorni appronteremo con il Coordinamento CISL L avoro Pubblico e la Confederazione una strategia sindacale adeguata a controbattere una politica governativa penalizzante i lavoratori pubblici ma incapace di risolvere i problemi dell’economia reale.

IL SEGRETARIO GENERALE
     (Antonio Marsilia)

2014-09-05